Francesco Fry Moneti – Cosmic Rambler. L’Album raccontato dall’autore

This Is The World We Live In
L’opening track del disco.
L’Africa danza con l’Irlanda tra arpeggi congolesi e fughe di violino e mandolino.
Ho amato tantissimo Johnny Clegg e buona parte dell’african pop. Sono stato due volte in tour in Sudafrica ed impazzisco per gli Afro Celt Sound System e i Baka Beyond che hanno saputo miscelare questi due mondi musicali, solo apparentemente inconciliabili.
Tre ospiti importanti in questa track
Francesco Di Bella alla voce, ex 24 Grana e con tanti anni di carriera solista alle spalle.
Ho sempre ammirato la sua poetica ed il suo approccio al palco.
Mi ha regalato una bellissima take e delle bellissime parole.
Il chitarrista di Francesco, Mr. Alfonso Bruno detto “Fofo'” ha impreziosito con bellissimi ricami diversi punti del brano. Il poderoso drumming che si inserisce a meta’ brano è di Marco Confetti, eccellente batterista toscano che ha saputo leggere il pezzo alla perfezione.

Before The Ghibli – Electric Ghibli
Tra i miei ascolti degli ultimi dieci anni vi sono i suoni del deserto e le band Tinariwen, Toumast ed il più recente Bombino. Ho ripristinato il vecchio Oud elettrico che “sonnecchiava” nel mio museo casalingo di strumenti, ed ho trovato questa melodia desertica.
Assieme a Gino Generoso Pierascenzi, co-produttore artistico e asso nella manica di questo cd, ci siamo immaginati una polverosa ed arrancante jeep nel deserto e una radio che trasmette un brano ma il suono è disturbato da una cattiva ricezione e da radio pirata che si insinuano.

Lorenzo, The Magnificent
Brano dedicato ad un dolcissimo e piccolo orango che da due anni mi gira per casa ed a cui è dedicato il cd. Mentre componevo il brano mi è venuto in mente che il mio babbo suona anche il banjo.
Suona da sempre ma non è mai entrato in uno studio di registrazione quindi, non esiste un cd col suo nome accreditato. Ho deciso di colmare questo gap ed all’inizio del brano ci sono nonno e nipote che duettano. Uno alla voce e l’altro al banjo!

African Scars
Una ballad dal sapore africano, con strumenti acustici che si inseguono. Ho fortemente voluto Patrizio Fariselli perché è un musicista straordinario e gli Area sono stati un fenomeno irripetibile, una supernova della musica italiana. Avevo registrato due assoli: uno col violino ed uno col bouzuki. Appena mi son arrivate le parti ed il solo di Patrizio, per un attimo, ho pensato di cancellare tutto e lasciare solo il suo!

The Sun Is Just A Dot
Il brano è dedicato alla Sardegna, una terra che amo e dove vado frequentemente.
I sapori e gli odori di quel posto magnifico, il maestrale, i misteri, il fascino dell’entroterra e il verde smeraldo del mare. Ho cercato di fare suonare il violino come le launeddas, lo strumento principe della musica sarda.

My Sweet Tsunami
Un altro brano dedicato a mio figlio ed ispirato al meraviglioso mondo musicale di Pat Metheny.
Ho voluto Alfio Antico, il mago delle percussioni che ci invidiano all’estero a “corteggiare” il ritmo del brano. “lo faccio volentieri il brano, pero’ venite a pranzo da me prima!!!” .
Io e Gino, quindi, ci siamo recati con uno studio mobile nel ferrarese, dove abita il carismatico Alfio ed abbiamo passato una giornata meravigliosa tra musica, sorrisi e cibo.
Ho chiesto poi al figlio di Alfio, Mattia, di suonarmi qualcosa ed il risultato sono belle parti di dulcimer.

Jerusalem Vibes
Son stato ben tre volte in Palestina a suonare e sono stato rapito dall’abbacinante bellezza di Gerusalemme. La zona del mercato e un’orgia di colori e suoni come le indimenticabili session nei nascosti bar della città con musicisti del luogo.

Vampireska
Esiste già una versione di questo brano nel cd “10 anni di musica matta” della band toscana i Matti Delle Giuncaie. Ho registrato nuovamente il brano spingendolo nei territori del Balkan Beat, un altro genere che amo frequentare. Nel solo del brano, vi è una chiara citazione di un fraseggio dell’immenso violinista francese Jean-Luc Ponty.

La Valse Du Sang
Mi sono ripromesso,mentre creavo il cd,di non avere dei featuring del mondo che più ho frequentato negli ultimi anni ovvero il folk italiano o combat folk anche perché noto che i cd poi finiscono per suonare tutti uguali e “Cosmic Rambler” non doveva suonare uguale a nulla. Tuttavia, Daniele Contardo, “Il suonicista randagio” come ama definirsi, aveva già registrato un delizioso organetto in questo brano che è una via di mezzo tra un valzer francese ma con un inquietante violino distorto che serpeggia tra le dolci linee del brano. A Daniele il compito di traghettare l’ascoltatore alla fine del cd.