Intervista ai BLOODY SOULS

Ciao ragazzi e benvenuti tra le pagine di MondoRaro. Inizierei subito parlando della storia della band, come è nata?
La band nasce da me, Johnny Hell, chitarra e voce, e Friedrich Angel, batterista, e dalla profonda passione musicale che ci ha da sempre accomunati.
Attraverso le cover band, inizialmente abbiamo alimentato la nostra passione e abbiamo dato sfogo alla voglia di suonare, ma la piena soddisfazione è arrivata con i primi inediti, da cui prende vita il primo CD, the Devil’s Hole, e da cui soprattutto si forma la Band, con il secondo chitarrista, Peter Masterieni e con il bassista Mirco Muskyo.

Come mai avete scelto di cantare in inglese?
Alcune canzoni sono nate in inglese, altre sono state tradotte dall’italiano, più che una scelta è stato quasi un obbligo scegliere l’inglese,
molti testi sembrano incompleti in italiano, l’inglese dona quel mistero che completa il senso diretto delle parole.

Partire dalla nostra terra l’Abruzzo per arrivare?…
Geograficamente non ci poniamo limiti, ovunque vada la nostra musica, noi la seguiremo.
La nostra visione non ha un inizio e una fine, non c’è un inizio definito, perché ognuno di noi ha sempre coltivato la passione per la musica e di conseguenza non c’è un arrivo, daremo tutti noi stessi fino a che ci vorranno… e anche dopo.

La vostra musica si può definire “collettiva”?
I primi testi li ho scritti qualche anno fa, ma le traduzioni in inglese, sono state fatte dopo che la band ha preso vita.
La Musica nasce in sala prove, quindi per la maggior parte si, la nostra musica si può definire collettiva, inoltre ognuno di noi ha dato vita anche ad un testo.
Siamo molto collaborativi, grazie ovviamente al rapporto confidenziale e d’amicizia che ci lega.

Il Diavolo lo avete incontrato o siete andati a trovarlo nel suo “buco”?
Ognuno di noi dentro di se, ha in contrapposizione sia il bene che il male, e scegliere semplicemente quale parte alimentare. Il diavolo a cui fa riferimento la canzone è parte della leggenda che caratterizza il luogo che si vede nel video musicale del singolo.
Si tratta di una vecchio sottopassaggio ferroviario, ad oggi dismesso, della zona costiera di Torino di Sangro, paese da cui veniamo io e Friedrich, zona denominato appunto “Il Fosso del Diavolo”, che in inglese è traducibile anche come “buco”, ma in realtà si tratta del “fosso del diavolo”, da cui prende nome sia il CD che il nostro primo singolo.
Lo scopo dei nostri riferimenti al “male”, di cui parliamo nei testi, non è quello che venera e richiama i demoni a scopi malvagi… piuttosto vogliamo evidenziare l’eterna lotta tra il male e il bene.
Nel logo della Band, che ne richiama il nome, Bloody Souls, cioè Anime Insanguinate, si contrappongono due parole di senso quasi opposto.
Il sangue, è diviso dall’anima, dalla spada bianca. La spada è un richiamo ai cavalieri templari e ovviamente alla battaglia.
Il vincitore dipende da ognuno di noi, siamo liberi di alimentare sia il bene che il male.
Parliamo sia del male esterno che interno all’uomo, infatti i nostri testi spaziano dalla mitologia, alla leggenda, alla psicologia fino anche alla denuncia sociale.