Il 12 dicembre 1980 usciva “Sandinista!”, quarto album dei CLASH.

L’arroganza e lo sfacciato coraggio di registrare 36 brani e decidere di pubblicarli tutti (al prezzo di un album, rimettendoci, consapevolmente, una montagna di soldi).
La capacità di reggere lo “Scontro” contro fan e critica, la creatività di comporre un’incredibile mole di materiale (per la maggior parte di indiscutibile altissimo livello), dopo il già di per sé monumentale e coraggioso “London calling” e “Black Market Clash”. Nessuno aveva osato tanto e nessuno ci ha più riprovato o perlomeno è riuscito ad eguagliarlo.

“Sandinista!” è uno degli album più importanti di sempre.

Segna il passaggio da una musica compartimentata in generi ben precisi e identificabili a un calderone indistinto che li raggruppa tutti.
Fotografa la New York del 1980 che prelude al mondo che ci ritroviamo, volenti o nolenti, quaranta anni dopo.

Un mondo che, caduti i muri ideologici, devastato da un turbo capitalismo assassino, guerre, ignoranza, disparità, ingiustizie, si mischia, si ibrida, contamina, creando in continuazione nuove realtà che contraddicono il passato pur conservandone le tracce.

I Clash con “Sandinista!” ne hanno scritto, nel dicembre 1980, il manifesto e la colonna sonora.